domenica 1 marzo 2015

Francesco Van den Borre, 1910. Radicchio? No, magnolie

Il frontespizio dell'Almanacco
Italiano Bemporad, 1910.
(G.c. Biblioteca civ. Varese
- si ringrazia Chiara Violini)
L'Almanacco Italiano era un volume molto diffuso in tutta Italia, edito dall'importante casa editrice fiorentina Bemporad a partire dal 1896.
Alternava notizie storiche ad articoli di "vita pratica", statistiche a novelle; il tutto frammisto a una nutrita serie di inserti pubblicitari, sia espliciti sia redazionali, pubblicati cioè sotto forma di articolo. Uno di questi  è dedicato nel 1910 allo "stabilimento modello" del "celebre orticoltore belga" Francesco Van den Borre in occasione del suo mezzo secolo di attività.
Dopo aver ripercorso la biografia del fondatore, di cui pubblica una foto, l'Almanacco passa a descrivere l'attività dello stabilimento, che oltre alla sede centrale di Treviso ha numerose filiali.
E cosa ne mette in risalto? Le "immense collezioni" di piante ornamentali e da frutto, di arbusti da fiore e di rosai e, soprattutto, "la grandiosa coltivazione della Magnolia Grandiflora" di cui sono sempre disponibili almeno 100 mila esemplari.
E del radicchio rosso di Treviso, di cui Van den Borre dovrebbe essere l'inventore e che da anni gode di meritata "fama europea"? Della meravigliosa varietà di cicoria rossa da tempo "conosciuta in ogni città d'Italia e dell'estero" per la bellezza delle sue foglie e per il suo gusto squisito, i cui semi peraltro sono venduti nel catalogo Van den Borre a 9 lire al chilo? Niente.
Non credo serva ancora altro per dimostrare che "la scoperta" del radicchio rosso di Treviso non va ascritta a Van den Borre.


Francesco Van den Borre Treviso
"Uno stabilimento modello di orticoltura"
(Annuario Italiano Bemporad, 1910, pp. 371-72)


Testo dell'articolo pubblicato 
sull'Almanacco italiano del 1910

Uno stabilimento modello di orticoltura

Il Belgio può dirsi, come ognun sa, la patria dell'orticoltura. I grandi stabilimenti del piccolo regno nordico mostrano chiaramente in quale altissimo conto sia tenuta colà l'arte difficile e paziente dell'orticoltura: ciò che d'altra parte è confermato anche dal fatto che ivi più che in ogni altro paese, son numerose le Scuole di Orticoltura, alcune delle quali veramente importantissime.
Uno dei migliori allievi della Regia Scuola di Orticoltura di Gand, Francesco Van den Borre, dopo esser stato per molti anni direttore di Linden, venne in Italia per un viaggio d'Istruzione con la Reale Scuola di Gand, e per incarico della stessa rimase poi in Italia per costruire il bellissimo giardino del poeta Cabianca a Vicenza.
A lui, ed è storia antica quella che vi racconto, poiché Van den Borre a Vicenza poté fare la conoscenza di Jacopo Cabianca, risale non solo la costruzione di alcuni dei più bei parchi dell'Italia, veri monumenti di architettura paesista che dimostrano un fervidissimo ingegno, ma anche la fondazione di uno dei più importanti stabilimenti d'orticoltura che esistano.
Chiamato infatti a dirigere il Parco e le serre di Villa Palazzi a Preganziol (Treviso), Francesco Van den Borre vi fondò uno stabilimento orticolo che, sotto la sua direzione intelligente e paziente di ben cinquant'anni, divenne certo il più importante dell'epoca.
Col progresso dei tempi moderni anche lo stabilimento Van den Borre progredì sempre essendo fra i primi ad applicare alle proprie grandiose coltivazioni ogni nuovo utile ritrovato.
La sede centrale dello Stabilimento (che ha numerose filiali), è ora a Treviso ed occupa coi suoi fabbricati e coi suoi vivai una estesissima area di terreno.
Ivi si coltivano splendide ed immense collezioni di piante ornamentali e piante da frutto, di arbusti da fiore, di rosai e di conifere.
Nelle serre numerose non si contano le piante esotiche, e il reparto floricoltura, diretto da abili giardinieri, può disporre di piante e piantine da fiore di qualunque numero e varietà.
Ma ciò che forma il clou - diciamo così - dello Stabilimento, è la grandiosa coltivazione della Magnolia Grandiflora, di cui sono sempre disponibili nello stabilimento almeno 100,000 esemplari.
Vasti magazzini raccolgono le sementi da orto, da giardino e da prato, gran parte delle quali sono di produzione dello Stabilimento stesso.
E' da notare poi che la Ditta, oltre a produrre e vendere in Italia, esporta i suoi apprezzatissimi prodotti in ogni paese dell'estero, e molti stabilimenti, anche stranieri, vengono ad esso per provvedersi di piante, trovandole bellissime e di sicuro attecchimento.
Di tutti questi prodotti la Ditta riproduce esemplari negli splendidi cataloghi che distribuisce largamente a chi ne fa richiesta: uno dei quali, il più recente e completo e veramente bellissimo, abbiamo appunto sotto gli occhi.
V'è poi nello Stabilimento un apposito personale capace di impiantare e ridurre parchi, giardini e frutteti, a disposizione della clientela.
Vorremmo, se la consueta tirannia dello spazio non ce lo impedisse, riprodurre altre belle fotografie dei vivai e di uno splendido esemplare della magnolia grandiflora: ma dobbiamo limitarci a segnalare ai nostri lettori l'importanza di uno stabilimento italiano, per merito del quale (come fan fede le numerose onorificenze ricevute ancor di recente in Italia e all'estero) l'orticoltura italiana può stare al livello di quella delle altre nazioni.

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